Legge di Stabilità 2015, al via la “patent box”

Legge di Stabilità 2015, al via la “patent box”

L’art. 1, co. 37-45, della Legge n. 190/2014 ha stabilito che le società e gli enti, titolari di reddito d’impresa, compresi quelli non residenti nel territorio dello Stato – ma con i quali è in vigore una convenzione contro la doppia imposizione, e vi è un effettivo scambio di informazioni – possono optare per l’applicazione di uno speciale regime di imposizione, se svolgono attività di ricerca e sviluppo. Viene, pertanto, introdotta la facoltà di avvalersi di una tassazione forfettaria in relazione allo sfruttamento economico di alcuni beni immateriali, a favore dei titolari di reddito d’impresa residenti in Italia che svolgano attività di ricerca e sviluppo – anche tramite contratti stipulati con università ed enti di ricerca – finalizzate alla produzione dei beni immateriali stessi. La disposizione, come anticipato, si applica anche ai soggetti esteri (in relazione alla trattenuta applicata sulle somme in uscita dall’Italia), solo se residenti in Paesi con in quali sia in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni sia effettivo.
L’agevolazione consiste nell’esclusione dal reddito complessivo del 50% (30% nel 2015 e 40% nel 2016) dei redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, da brevetti industriali, marchi d’impresa funzionalmente equivalenti ai brevetti, processi, formule ed informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.
In caso di utilizzo diretto dei beni immateriali indicati, il contributo economico degli stessi alla produzione del reddito complessivo beneficia dell’esclusione da tassazione, a condizione che lo stesso sia determinato sulla base di un apposito accordo con l’Agenzia delle Entrate (art. 8 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269). In tali ipotesi, la proceduradi ruling ha ad oggetto la determinazione,in via preventiva e in contraddittorio conl’Amministrazione Finanziaria, dell’ammontare deicomponenti positivi di reddito impliciti edei criteri per l’individuazione dei componentinegativi riferibili ai predetti componentipositivi. Nel caso in cui i redditisiano realizzati nell’ambito di operazioniintercorse con società che – direttamente oindirettamente – controllano l’impresa, nesono controllate o sono controllate dallastessa società che controlla l’impresa,l’agevolazione spetta a condizione che glistessi siano determinati sulla base di unapposito accordo conforme a quanto previstodal citato art. 8 del D.L. n. 269/2003.
Le plusvalenze derivanti dalla cessione dei beni immateriali sono escluse dal reddito complessivo, se almeno il 90% del corrispettivo dell’alienazione è reinvestito – prima della chiusura del secondo periodo d’imposta successivo a quello nel quale si è verificata la cessione – nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali agevolabili.
La quota di reddito agevolabile è determinata sulla base del rapporto tra i costi di attività di ricerca e sviluppo sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale e i costi complessivi affrontati per produrre tale elemento patrimoniale.
L’opzione ha efficacia per cinque periodi d’imposta, è irrevocabile, e rileva anche ai fini Irap.
Un successivo Decreto Ministeriale definirà le relative modalità attuative, ed individuerà anche le tipologie di marchi escluse dal regime opzionale.
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